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lunedì 27 novembre 2017
Un sistema immunitario materno attivato può provocare epilessia nel nascituro; lo studio
Uno studio dell’Istituto di neuroscienze del Cnr e dell’ospedale Humanitas di Milano, pubblicato su Biological Psychiatry, rivela che il sistema immunitario materno, se attivato da infezioni nelle prime fasi della gestazione, può alterare lo sviluppo del cervello del nascituro, rendendolo più suscettibile all’epilessia.
Definiti i meccanismi e identificata una possibile strategia preventiva.
L’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) e l’ospedale Humanitas di Milano gettano nuova luce su alcuni meccanismi molecolari responsabili di difetti dello sviluppo del cervello del nascituro, in conseguenza di un’attivazione del sistema immunitario materno. Il lavoro è stato pubblicato su Biological Psychiatry.
lunedì 14 novembre 2016
La prima influenza non si scorda mai
Il primo amore non si scorda mai narra un classico detto popolare e mai come in questo caso, tale detto può fare da similitudine per per la febbre o meglio per la prima febbre indotta da attacco virale influenzale, che appunto anch'essa non si scorda mai.
In effetti la prima febbre, lascia un impronta indelebile nel nostro sistema immunitario.
A rivelarlo è uno studio su 18 diversi ceppi del virus dell'influenza condotto presso la University of Arizona a Tucson e la University of California di Los Angeles, pubblicato sulla rivista Science ha spiegato che la ''prima febbre non si scorda mai''.
Secondo l'analisis fatta dal team di ricercatori, la prima febbre lascia un'impronta sul sistema immunitario che determina la nostra capacità di reagire a altre influenze per tutta la vita.
sabato 5 settembre 2015
Influenza: fortificare il sistema immunitario per l'inverno con alcuni componenti naturali
L’influenza merita sempre e comunque una dose di attenzione, non solo da parte delle categorie a rischio (bambini, anziani, immunodepressi, obesi, adolescenti, malati cronici e personale sanitario) ma da parte di ciascuno di noi.
Fondamentale è la vaccinazione: in Italia dal 2009 è in atto un calo continuo della copertura vaccinale antinfluenzale.
Lo scorso anno, per motivi di varia natura, in particolare il timore di effetti collaterali, ha registrato un’ulteriore riduzione complessiva del 5,5% rispetto a quella del 2013-2014 (più contenuta in Lombardia 3,3%; massima in Abruzzo, dove ha toccato il 28%).
Di poco conforto il bilancio pubblicato dal Ministero della Salute, che ribadisce quanto l’efficacia della vaccinazione sia subordinata alla sua estensione, al maggior numero di individui e al superamento di una soglia minima che, per l’antinfluenzale, è fissata al 75% dell’intera popolazione.
Studi scientifici hanno dimostrato che il virus influenzale, al di là della propria azione patogena, predispone le vie aeree all’ingresso di altri microrganismi, tra cui pneumococco (responsabile di otiti e polmoniti), adenovirus e virus respiratorio sinciziale. Ciò comporta un maggior rischio di infezioni “collaterali” che allungano il decorso dell’influenza, possono far comparire nuovamente febbre, tosse e spossatezza e negli allergici spesso inducono l’insorgenza di episodi di bronchite asmatica.
Ogni stagione influenzale può riservare imprevisti ed è caratterizzata da virus diversi di anno in anno, ragion per cui i vaccini vengono continuamente aggiornati; il vaccino influenzale 2015-2016 contiene già una variante del virus H3N2, A/Switzerland/9715293/2013 che ha accompagnato l’ultimo periodo della passata stagione; il ceppo A/California/7/2009 (H1N1), già presente nel vaccino 2014-2015, e la nuova variante B/Phuket/3073/2013 (lineaggio B/Yamagata).
Le controindicazioni alla vaccinazione antinfluenzale sono limitate: il suo consapevole rifiuto non esime da una doverosa attenzione nel mantenere in piena efficienza le difese immunitarie soprattutto in un periodo dell’anno costellato da un’ampia varietà di patogeni (adenovirus, rhinovirus, virus parainfluenzali), che possono mimare l’influenza e contro i quali non sono purtroppo disponibili vaccini.
Anche chi si protegge dall’influenza, è comunque esposto al corteo di nemici che ci accompagna durante la stagione fredda. Una strategia efficace per combatterli consiste nel garantire al proprio sistema immunitario i componenti di cui ha particolare bisogno.
Tra questi lo zinco e le vitamine del gruppo B giocano un ruolo di primaria rilevanza.
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