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martedì 13 giugno 2017
Cancro: i polifenoli fanno bene o fanno male?
Polifenoli e cancro, quali vantaggi da queste molecole?
Più volte abbiamo parlato di antiossidanti e quindi di polifenoli, la comunità scientifica è spesso divisa sui benefici che si possono attribuire a queste molecole, e un motivo c'è, mancano degli studi rigorosi. Anche se in vari ambienti spesso non scientifici (ma non solo), si può trovare chi elogia le proprietà benefiche di queste molecole, gli antiossidanti sono tutt'ora un vantaggio che deve essere approfondito. Si perché la linea di demarcazione tra pro e contro non è così netta a quanto pare, ed è forse proprio questo il problema principale che deve essere valutato, osservato, studiato e analizzato.
Quasi dei pionieri in questo campo, il team di ricercatori dell’Isa-Cnr ha indagato in modo specifico l’utilizzo di questi antiossidanti naturali nelle patologie tumorali, evidenziando in due studi i pro e i contro del loro uso e dimostrando che in alcuni casi l’effetto prescinde dall’attività antiossidante.
Le ricerche sono state pubblicate su Seminars in Cancer Biology e su Oncotarget.
lunedì 7 novembre 2016
Olio EVO: studio italiano ne svela le proprietà antitumorali
I polifenoli dell’olio extravergine di oliva di qualità possono influenzare la genesi, lo sviluppo nonché l’esito di alcuni tumori e la loro terapia. È quanto emerso da una recente ricerca sulle attività biologiche dei polifenoli dell’EVO pubblicata sulla rivista internazionale Oncology Reports, gestita dalla Lilt di Latina in collaborazione con il Capol di Latina, realizzata dal Dipartimento di Scienze e Biotecnologie della facoltà di medicina dell’Università La Sapienza Polo Pontino, e finanziata dalla Fondazione Terzo Pilastro.
Ricordiamo che per polifenoli s'intendono delle molecole del gruppo degli antiossidanti, presenti soprattutto in frutta e verdura ma anche in cacao, tè e vino (rosso specialmente). Queste molecole hanno catturato l'attenzione dei ricercatori già da diversi anni per le loro proprietà benefiche sull'organismo, tuttavia in mancanza di studi e per pareri spesso discordanti anche all'interno della stessa comunità scientifica, tutta la categoria degli antiossidanti è stata recentemente inserita in una specie di "limbo scientifico" in quanto non tutti i ricercatori sono concordi sul fatto che i benefici apportati dagli antiossidanti siano da imputare direttamente agli stessi e non siano presenti altri fattori (vedi. http://www.mirkotoller-medicinaenutrizione.it/2015/11/il-potere-antiossidante-e-veramente.html).
In questo caso comunque lo studio in questione (come altri), riesce a portare punti a favore al potere degli antiossidanti ed è palesemente a sostegno del fatto che essi giochino un ruolo fondamentale nel processo di guarigione.
lunedì 23 novembre 2015
Il potere antiossidante è veramente importante?
Si è ripetuto più volte del potere di alcuni alimenti di proteggere l’organismo dallo stress ossidativo.
Ma come è possibile misurarlo?
La capacità antiossidante viene di solito espressa con il valore ORAC, sigla che stà per Oxygen Radicals Absorbance Capacity, e traduce in numeri la capacità di un alimento di assorbire i radicali dell’ossigeno.
Più elevata è la capacità antiossidante, più è elevato il valore ORAC.
Secondo l’USDA (United States Department of Agriculture, ossia il Ministero dell’Agricultura Americano) la quota ORAC consigliata al giorno per un individuo adulto è pari a 5000 unità. Per questo il consiglio è di assumere cinque porzioni di frutta e verdura al giorno.
Ovviamente assumendone una quantità più elevata l’effetto antiossidante sarà maggiore.
Gli ultimi studi scientifici indicano la categoria del berry (come gli anglosassoni chiamano i frutti di bosco) come quella con il più alto potere antiossidante, e in particolare il maqui: un super mirtillo che cresce spontaneamente al largo delle coste del Cile, nell’Arcipelago Juan Fernandez, ed in particolare sull’isola Robinson Crusoe.
Per fornire all’organismo una quantità di circa 8000 unità ORAC giornaliere è necessario assumere ad esempio circa 150 mg di mirtilli.
Tuttavia è importante far notare come la stessa USDA, abbia tolto dal proprio sito la tabella con cui s'indicava il potere antiossidante in gradi ORAC degli alimenti. Perché?
Nella nota che compare sono spiegate le motivazioni: principalmente non esistono studi clinici e prove a dimostrazione di come gli antiossidanti presenti in frutta e verdura riescano a produrre effetti benefici in vivo, sull'organismo quindi e non in provetta. Sono nati inoltre nuovi metodi di misurazione del potere antiossidante degli alimenti che tengono in considerazione altri aspetti, come le misurazione FRAP o TEAC. Queste nuove metodologie non sono comparabili, proprio per il fatto che usano criteri diversi, non si riescono quindi a trovare risultati solidi su cui basarsi,
Cosa più importante, non si è riusciti ancora a dimostrare che gli effetti benefici di alimenti ricchi in polifenoli siano da imputare esclusivamente al potere antiossidante degli stessi.
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