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lunedì 7 novembre 2016

Olio EVO: studio italiano ne svela le proprietà antitumorali

Olio extravergine d'oliva

I polifenoli dell’olio extravergine di oliva di qualità possono influenzare la genesi, lo sviluppo nonché l’esito di alcuni tumori e la loro terapia. È quanto emerso da una recente ricerca sulle attività biologiche dei polifenoli dell’EVO pubblicata sulla rivista internazionale Oncology Reports, gestita dalla Lilt di Latina in collaborazione con il Capol di Latina, realizzata dal Dipartimento di Scienze e Biotecnologie della facoltà di medicina dell’Università La Sapienza Polo Pontino, e finanziata dalla Fondazione Terzo Pilastro.

Ricordiamo che per polifenoli s'intendono delle molecole del gruppo degli antiossidanti, presenti soprattutto in frutta e verdura ma anche in cacao, tè e vino (rosso specialmente). Queste molecole hanno catturato l'attenzione dei ricercatori già da diversi anni per le loro proprietà benefiche sull'organismo, tuttavia in mancanza di studi e per pareri spesso discordanti anche all'interno della stessa comunità scientifica, tutta la categoria degli antiossidanti è stata recentemente inserita in una specie di "limbo scientifico" in quanto non tutti i ricercatori sono concordi sul fatto che i benefici apportati dagli antiossidanti siano da imputare direttamente agli stessi e non siano presenti altri fattori (vedi. http://www.mirkotoller-medicinaenutrizione.it/2015/11/il-potere-antiossidante-e-veramente.html).

In questo caso comunque lo studio in questione (come altri), riesce a portare punti a favore al potere degli antiossidanti ed è palesemente a sostegno del fatto che essi giochino un ruolo fondamentale nel processo di guarigione.

venerdì 17 aprile 2015

I grassi fanno parte della nostra dieta, ma quali preferire? Olio extravergine di oliva un nutraceutico antico

olio extravergine d'oliva (EVO)

Con il termine comunemente usato di “grassi” s’intendono sostanzialmente una serie di elementi chimici più scientificamente chiamati lipidi che sono normalmente contenuti negli alimenti. Chimicamente sono l’unione di una molecola di glicerolo con una o più, fino ad un massimo di tre, molecole di acidi grassi. Nella maggioranza dei casi, i grassi che assumiamo con la nostra dieta sono formati da tre molecole di acidi grassi e prendono in conseguenza il nome di trigliceridi. Altri lipidi che normalmente vengono assunti con la dieta ma in misura relativamente inferiore sono i fosfolipidi, i glicolipidi e il colesterolo (1).
In base alle caratteristiche chimiche che li compongono, e più specificatamente in base al tipo di legame chimico con cui gli acidi grassi sono formati, essi si possono dividere in grassi saturi e grassi insaturi (2). A loro volta i grassi insaturi trovano distinzione tra monoinsaturi e polinsaturi (1).

Esistono altre classificazioni dei grassi in ambito chimico e biologico, ma questa particolare distinzione è di rilevante importanza nell’ambito alimentare, in quanto questa tipologia di grassi, ha effetti diversi nonché diametralmente opposti sul nostro organismo, vediamo il perché: