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lunedì 23 ottobre 2017
Resistenza delle cellule tumorali; una nuova scoperta apre a le porte a terapie più efficaci
Un team di ricerca internazionale che coinvolge l’Ispaam-Cnr, spiega in un lavoro pubblicato su Nature Communications e finanziato da Airc, perché le cellule tumorali resistono ai farmaci chemioterapici in alcune patologie oncologiche, aprendo così prospettive nuove e innovative per lo studio e la messa a punto di cure che rendano le cellule malate più sensibili alle terapie.
lunedì 16 gennaio 2017
Tumori: nuova cura senza effetti collaterali per il medulloblastoma
Individuata una nuova possibile ed efficace cura per il medulloblastoma. Lo studio, pubblicato su Frontiers in Pharmacology, evidenzia la capacità della chemokina Cxcl3 di bloccare questa malattia. Il medulloblastoma è un tumore frequente nell’infanzia, la particolarità di questa nuova cura è il fatto di non ricorrere a sostanze tossiche. Si sta studiando l’applicabilità nell’uomo del trattamento, brevettato dal Cnr.
Il medulloblastoma è il più diffuso tumore cerebrale dell’infanzia e, nonostante l’accettabile tasso di sopravvivenza, la tossicità dei trattamenti oggi in uso, in particolare la radioterapia, lasciano nei pazienti danni gravi, tra cui disturbi cognitivi permanenti e neoplasie secondarie. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr) di Roma mettendo a profitto l’esperienza derivata da un decennio di studi sullo sviluppo dei neuroni nel cervello e nel cervelletto (neurogenesi), ha dimostrato in vivo che dopo il trattamento con la proteina Cxcl3, anche se il tumore ha già iniziato a svilupparsi, il medulloblastoma non si forma più o scompare completamente. Lo studio è pubblicato su Frontiers in Pharmacology.
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lunedì 7 novembre 2016
Olio EVO: studio italiano ne svela le proprietà antitumorali
I polifenoli dell’olio extravergine di oliva di qualità possono influenzare la genesi, lo sviluppo nonché l’esito di alcuni tumori e la loro terapia. È quanto emerso da una recente ricerca sulle attività biologiche dei polifenoli dell’EVO pubblicata sulla rivista internazionale Oncology Reports, gestita dalla Lilt di Latina in collaborazione con il Capol di Latina, realizzata dal Dipartimento di Scienze e Biotecnologie della facoltà di medicina dell’Università La Sapienza Polo Pontino, e finanziata dalla Fondazione Terzo Pilastro.
Ricordiamo che per polifenoli s'intendono delle molecole del gruppo degli antiossidanti, presenti soprattutto in frutta e verdura ma anche in cacao, tè e vino (rosso specialmente). Queste molecole hanno catturato l'attenzione dei ricercatori già da diversi anni per le loro proprietà benefiche sull'organismo, tuttavia in mancanza di studi e per pareri spesso discordanti anche all'interno della stessa comunità scientifica, tutta la categoria degli antiossidanti è stata recentemente inserita in una specie di "limbo scientifico" in quanto non tutti i ricercatori sono concordi sul fatto che i benefici apportati dagli antiossidanti siano da imputare direttamente agli stessi e non siano presenti altri fattori (vedi. http://www.mirkotoller-medicinaenutrizione.it/2015/11/il-potere-antiossidante-e-veramente.html).
In questo caso comunque lo studio in questione (come altri), riesce a portare punti a favore al potere degli antiossidanti ed è palesemente a sostegno del fatto che essi giochino un ruolo fondamentale nel processo di guarigione.
giovedì 22 settembre 2016
Sali di alluminio nei deodoranti, uno studio ne valuta l'effetto cancerogeno
Uno studio attuato dai ricercatori della Clinique des Grangettes a Ginevra, aumenta i sospetti di cancerogenicità dei deodoranti con sali d'alluminio.
Su questi prodotti che normalmente si acquistano nei supermercati si possono leggere diciture come “clinicamente testato” o “dermatologicamente testato” , è utile sapere che questo significa semplicemente che hanno fatto dei patch test con il prodotto finito: l’azienda ha preso un cerotto contenente prodotto e lo ha appiccicato su uno o più volontari per valutare gli effetti collaterali.
La legge non impone nessun protocollo valido per effettuare queste sperimentazioni. Quindi, con tale dicitura non vi è una tutela sicura.
sabato 14 maggio 2016
Semi di albicocca: una moda salutista intossicante
Semi di albicocca, la nuova moda salutista come potente antitumorale: "possono essere mortali".
I semi del frutto contengono alti livelli di cianuro. Per i bambini, il consumo di 5-10 semi già può essere fatale.
Quella dei semi di albicocca è solo l'ultima mania salutista che, in pochissimo tempo, ha conquistato critiche e sostenitori che credono che sia un modo 'alternativo' in grado di curare il cancro.
Alcune correnti di pensiero dicono che la vitamina B17, che si trova nei semi di albicocca, sarebbe un vero e proprio elisir di lunga vita.
La vitamina B17, in presenza di cellule malate, agirebbe sprigionando cianuro, in grado di distruggerle. Le cellule tumorali contengono infatti un particolare enzima, assente nelle cellule sane, che permette l'attivazione dell'azione anticancro della vitamina B17.
Importante segnalare però che i semi dell' albicocca contengono alti livelli di cianuro in ambito chimico altamente tossico e potrebbero di fatto uccidere. Il governo ha emesso un avviso ufficiale invitando la gente a evitare di mangiare i semi di albicocca per i timori che in casi estremi potrebbero essere fatali. Secondo la Food Standards Agency, i semi dell'albicocca producono elevati livelli di cianuro, un veleno mortale, quando sono consumati. Anche l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha messo in guardia adulti e bambini.
sabato 5 marzo 2016
Alimenti dai toni "caldi" in prevenzione del cancro; lo studio
Uno studio britannico porta alla luce il come e il perché gli alimenti "colorati" possono essere d'aiuto nel combattere il cancro. Nello specifico sarebbero gli alimenti dai colori caldi, rosso-arancione che potrebbero avere maggiori poteri del previsto per prevenire il cancro e le malattie cardiache.
I cibi arancioni infatti, come le carote e quelli rossi come i peperoni possono essere nostri alleati nella prevenzione del cancro. Lo stesso potrebbe anche essere vero per molti altri agrumi, vediamo perché.
I ricercatori hanno osservato che la quantità di antiossidanti, che neutralizzano i radicali liberi che danneggiano le cellule, era stata sottovalutata. Secondo esperti di nutrizione, alcuni risultano essere più efficaci di altri nel salvaguardare il nostro sistema immunitario e mantenerci la buona salute il più a lungo possibile.
Secondo i ricercatori dell’associazione britannica per la ricerca sul cancro al seno, Breast Cancer Now, sono le verdure dai colori più vivaci a svolgere questo importantissimo compito. Tra questi vi sono le carote e i peperoni ricchissimi di beta-carotene, un composto chimico che il nostro organismo trasforma in vitamina A e che aiuta a tenere alta la salute del cuore e a prevenire i carcinomi, primo tra tutti quello della mammella.
La ricerca, pubblicata nella rivista scientifica American Journal of Clinical Nutrition, si è basata su un campione di 1.500 donne in salute e 1.500 donne con un tumore al seno, analizzando dettagliatamente le loro alimentazioni e l’apporto di questi particolari ortaggi nelle loro diete. Secondo i risultati, le donne che ne consumavano in abbondanza correvano un rischio del 40-60% inferiore di sviluppare la malattia.
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